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Storie e leggende di Oyace


Il salto del Buthier
Il più celebre racconto fantastico, ma con forse un pizzico di verità, narra di due giovani che corteggiavano la bella castellana che viveva nella Tornalla. Il signore d’Oyace quando si rese conto della situazione inseguì i malcapitati. Questi furono costretti a fuggire nella foresta, ma trovarono il cammino sbarrato dal torrente Buthier che, appena sotto la Tornalla, scorre incassato tra alte pareti di roccia. Di fronte all’ostacolo, uno dei due giovani si lasciò catturare, ma l’altro, di nome Béteind, spiccò il salto e trovò riparo sul versante opposto. Lo spasimante che non aveva osato lanciarsi fu catturato, cosparso di sale e dato in pasto, legato, ad un branco di pecore che lo leccarono fino a farlo morire. Il Béteind fu invece graziato e nel punto dove aveva ardito spiccare il salto fu costruito il ponte che ora è chiamato della Betenda.

La castellana caritatevole
La castellana è la protagonista principale di un’altra leggenda che narra le sue virtù. La ragazza si recava nelle case dei poveri per offrire il suo aiuto quando il signore si accorse che le casse continuavano a diminuire, così si appostò e scoprì il sotterfugio della sposa. Chiuse allora tutte le porte con robusti catenacci, ma era sufficiente che la mano della prodiga signora si posasse sul ferro dei lucchetti perché questi si aprissero. Il signore pensò allora di sorprendere la moglie mentre si recava dai sudditi più miseri. Un giorno infatti la incontrò per strada con un cesto in mano, coperto da un panno. Chiese allora alla donna cosa portasse e lei gli rispose "Rose". Non convinto la obbligò a scostare il panno. Il cesto conteneva effettivamente i fiori e lui chiese di appuntarne due sul suo cappello. La castellana, data la sua natura amorevole, acconsentì. Quando il signore fece ritorno alla Tornalla, si tolse il copricapo e, con stupore, si accorse che al posto delle rose c’erano due pagnottelle. Rimase talmente turbato che decise di non ostacolare più la castellana nella sua opera di carità.

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