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Sulle orme di illustri alpinisti


Nella Valpelline,l'alpinismo è apparso precocemente.La prima ascensione nota risale al 1779,quando il canonico del Gran San Bernardo Murith,accompagnato dai cacciatori Genoud e Moret,ha raggiunto la vetta del Mont Velan,partendo però dal versante svizzero.

Per esigenze cartografiche nel 1832 gli ingegneri dello Stato Maggiore Sardo Albert e Casalegno,registrarono la salita al Monte Faroma.Siccome le montagne della Valpelline erano difficilmente raggiungibili,per mancanza di agevoli vie di comunicazione,ebbero un'esplorazione sistematica solo più tardi,dopo il passaggio di Edward Whymper nel 1860,quando l'inglese entrato in Valle d'Aosta dal Gran San Bernardo e dovendosi recare in Valtournenche,risalì la Valpelline e attraversò il Colle di Valcournera.Di questo episodio Whymper ne raccontòl'incontro che ebbe con un abitante di Bionaz,che dopo essersi rifiutato di scendere con lui a Valtournenche,gli sottrasse i bagagli.Dopo Whymper un altro inglese,Jacomb registrò la salita del Mont Gelé con Michel Croz,la guida di Chamonix caduta sul Cervino nel 1865.In quest'epoca gli alpinisti inglesi sono stati i protagonisti di imprese di notevole livello nella Valpelline:

-La prima salita della Dent d'Herens del 1863 ad opera di F.Grawfurd,W.E.Hall,R..Mac Donald e M.Woodmass ,con le guide M.Anderegg,J.P.Cachat e Peter Perren.

-La prima salita alla Becca di Luseney il 2 Agosto del 1866 dall'inglese A.Adams Reilly,accompagnato dalle guide Jean Antoine Carrel e Henry Charlet.Negli anni a seguire questa è stata una meta principale,superando l'interesse per la Dent d'Hérens.

Il Grand Combin che con i suoi 4000mt sovrasta la conca di By ha una storia segnata dagli elvetici.La sua cima più elevata Grafeneire è stata raggiunta per la prima volta nel 1859 da Charles Sainte -Claire Deville con le guide Daniel,Emmanuel e Gaspard Balleys e Basile Dorsaz,partiti dal versante a nord.Per gli alpinisti che provengono dal rifugio Chiarella all'Amiante l'itinerario della spalla Isler è stato percorso il 16 settembre del 1872 da J.H.Isler con la guida Joseph Gillioz.A seguito della conquista del Cervino e all'affinamento delle tecniche è stato possibile scalare montagne dalle forme più difficili,come quelle della catena dei Morion.I primi tentativi sono diretti verso il Morion Centrale,facilmente identificabile da Oyace.La sua conquista è avvenuta il 18 agosto del 1891 grazie a Fredrick Baker-Gabb,con le guide Clemens Zurbriggen,percorrendo il pericoloso versante est.

Le montagne della Valpelline hanno conosciuto nomi di alpinisti italiani:i più attivi sono stati i torinesi Ettore Canzio,Felice Mondini e Nicola Vigna,che spesso hanno conteso agli alpinisti britannici la conquista di cime ancora inviolate.Sono loro che hanno conquistato per primi la Punta Fiorio,la più bella cima dei Morion,il 21 agosto 1895.Canzio e Mondini hanno raggiunto per primi la cima sud della Sengla,catena montuosa che si estende per circa un km tra il Col d'Oren e la Gran Becca Blanchen.I tre hanno scritto anche una monografia delle montagne della Valpelline dal titolo”In Valpellina”,pubblicata nel 1899 sotto comando della sezione di Torino del CAI.

La catena delle Grandes Murailles,che separa la Valpelline alla Valtournenche,è stata conquistata dalle guide del Cervino.L'afflusso di alpinisti aveva fatto ben sperare in un sviluppo turistico della zona,soprattutto dopo il soggiorno di Achille Ratti,poi divenuto papa Pio XI,a Prarayer nel 1902 per salire il Col Collon,il Colle di Valcornera e il Col des Dames.Nel 1905 entrò in funzione l'albergo di Prarayer,che lanciò la zona,ma che rimase comunque meta di pochi appassionati,a causa del lungo cammino di accesso.

Dopo la prima guerra mondiale furono dei valdostani ad essere attirati dalla catena dei Morion.Nel 1921 Baratono e Chabod salgono la punta Judith ricorrendo ad una piramide umana.Dopo 9 anni Amilcare Crétier,Albert Deffeyes e Basilio Ollietti affrontarono il canalone ghiacciato del versante occidentale delMorion meridionale.La scarsa qualità della roccia e la riservatezza dei primi scalatori fanno sì che questa salita non conosca ripetitori,come la salita di Amilcare Crétier sulla parete Nord-Ovest della Becca del Merlo nel 1928.Altri alpinisti valdostani che hanno segnato la storia dell'alpinismo in Valpelline sono Dino e Jean Charrey che accompagnati da AlbertoDeffeyes,hanno fatto la prima attraversata del Trident de Faudery nel 1929.

Nel primo dopoguerra altri celebri alpinisti hanno conquistato le vette della Valpelline.Da qui è passato Aldo Bonacossa,accompagnato dalla guida Luigi Carrel conquistando nel 1923 il Primo Molare di Valsorey,nela Conca di By e con Carlo Prochownick e Amedeo Sarfatti hanno superato l'inviolata parete nord del Dome de Tsan.Sempre nello stesso anno i lombardi Bestetti Carlo, Fasana Eugenio e Bramani Vitale(l'inventore delle suole Vibram) si erano avventurati sul Mont Clapier della catena dei Morion.Nel 1931 èstata aperta una nuova via sul versante sud-ovest e sulla cresta sud del Grand Combin per opera di Amilcare Crétier,Lino Binel e Baratono Michele.La via sul Mont Velan era stata tracciata dagli abati Bovet e Henry nel 1904.Nel 1943 è stata portata a termine la prima attraversata integrale della catena dei Morion,da parte di Gobbi Toni e di Miotti Alessandro.

Dopo la seconda guerra mondiale si possono segnalare la prima salita della parete ovest del Berger de l'Aroletta,simile al più famoso Père Eternel del Monte Bianco,nel 1950 dalle guide Franco Garda e Piero Rosset,facendo uso dell'arrampicata artificiale.Nel 1953 lo stesso Rosset con Enrico Donadoni,hanno tracciato una nuova via sulla parete della Vierge,dove nel 1966 sono saliti attraversando una nuova via, gli alpinisti torinesi Carlo Carena,Ennio Cristiano,Natale Fornelli,Antonio Balmamion e Paolo Rattazzini.Nello stesso anno Pietro Giglio e Ugo Manera hanno effettuato lo stesso percorso,ma per la prima volta in salita invernale.

L'itinerario di arrampicata più rinomato dell'alta Valpelline è lo sperone est della Punta JeanCharrey, è stata aperta nel 1960 dalle guide Angelo Bozzetti e Piero Rosset.Lo stesso Bozzetti,nel 1962,si è fatto conoscere superando in arrampicata artificiale il seracco della parete nord del Dome de Tsan,accompagnato da Ottavio Martinet,Silvano Tamion e Italo Vastarini.Nello stesso anno viene tracciato su ghiaccio sulla parete nord della Punta Marcel Kurtz,grazie ai torinesi Ugo Manera e Gian Carlo Ricompensa.In quell''epoca ad opera di cordate di alpinisti valdostani e piemontesi,sono stati aperti itinerari interessanti di arrampicata,come lo spigolo sud del Berger della Sassa.

Grazie alle ricognizioni necessarie per la compilazione della guida “Alpi Pennine”,sono stati ripercorsi degli itinerari che erano caduti nell'oblio e sono state aperte nuove vie,come quella sulla parete sud est della Tour de la Tsa e sulla parete est dell'Aroletta Superiore.


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Contatti ed informazioni

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